Sarà maschio o femmina? Assomiglierà al me o a babbo? Chissà dove dormirà? Avrò il latte? Ci saranno alimenti che dovrò evitare?

Ma la vera domanda che forse troppe poche volte ci facciamo è:

Dove darò alla luce il mio bimbo?

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Ad oggi infatti scegliere dove partorire non è un fatto così scontato. L’ambiente del parto insieme ad altri elementi come ad esempio il sostegno continuo e il rispetto dei tempi del parto stesso, è uno dei fattori in grado di condizionarne gli esiti in maniera più o meno positiva a seconda dell’esperienza vissuta. Il luogo del parto rappresenta la cornice di questo evento così importante e indimenticabile sia per la mamma che per il papà.

Spesso ci si reca presso una determinata struttura perché vicina a casa o perché ci lavora il proprio ginecologo o via discorrendo. Probabilmente si impiega più tempo a scegliere la cameretta del bambino piuttosto che dove partorire, sottovalutando così la grande importanza che questo riveste in relazione agli esiti e alla soddisfazione dell’esperienza stessa.

Ma in Italia dove possiamo partorire?

In Italia è possibile scegliere il parto ospedaliero nelle strutture pubbliche o private o il parto in casa o nella casa maternità. La scelta dovrebbe essere orientata dal proprio modo di concepire il percorso nascita, quindi considerando i propri desideri, bisogni ed aspettative. Ogni coppia dovrebbe quindi vivere l’esperienza del parto rispettando i propri bisogni: chi necessita di un’assistenza di tipo medico e intensiva sceglierà una struttura ospedaliera, chi ha avuto una gravidanza fisiologica e predilige un parto naturale e il rispetto dei propri tempi può scegliere il parto in casa o in casa maternità.

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Le motivazioni alla base della scelta finale possono essere molteplici, ma quella principale dovrebbe essere legata alla gestione del travaglio e del parto e alle cure del neonato. È importante informarsi ad esempio su chi può entrare in sala parto con la mamma, se è previsto il movimento libero durante il travaglio, piuttosto che l’analgesia naturale o l’utilizzo dell’acqua, fino ad arrivare ad un aspetto “più pratico” relativo all’assunzione o meno di alimenti durante il travaglio.

Un atro aspetto da considerare è la “gestione” del neonato fin da subito dopo il parto. È importante informarsi se alcune strutture permettono lo skin to skin alla nascita, favorendo così un attaccamento precoce e la possibilità di allattare immediatamente al seno. È importante informarsi su che cosa ne sarà del proprio cordone e della propria placenta, oltre che prendere informazioni su tutto ciò che riguarda l’allattamento.

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Facendo una panoramica nella nostra zona possiamo intravedere l’ospedale di Arezzo, l’ospedale di Bibbiena (momentaneamente attivo, non sappiamo ancora per quanto) l’ospedale di Montevarchi, l’ospedale di Nottola fino ad arrivare all’ospedale di Poggibonsi.

Queste ultime due strutture nominate sono rinomate soprattutto perché centrano la loro assistenza sull’analgesia naturale e sul parto in acqua; basti pensare che all’interno della struttura ospedaliera di Nottola  sono presenti ostetriche specializzate in tecniche di agopuntura ed un’ostetrica specializzata in Naturopatia

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Detto ciò la cosa più importante è visitare le strutture, le sale parto e il reparto stesso, conoscere qualche professionista che ci lavora e fare tutte le domande ritenute importanti per la coppia a fine di scegliere la struttura più adatta a questo evento così speciale. E’ consigliabile parlare con il personale medico e sanitario circa le modalità di gestione e organizzazione ospedaliere. E’ preferibile informarsi sui protocolli in uso in quella determinata struttura e verificare che siano conformi alle proprie aspettative; questo incontro potrebbe essere inoltre il momento giusto per verificare che la struttura accetti un piano del parto (un documento che rappresenta i desideri della mamma e della coppia al momento del travaglio, parto e post parto), esprimere i propri desideri e fare domande che possano chiarire eventuali dubbi e orientare la scelta finale.

Inoltre essendo Montevarchi, Nottola e Poggibonsi strutture che registrano un minor numero di parti all’anno rispetto a duna grande struttura, è quindi più probabile trovare un ambiente più intimo e una maggiore probabilità di usufruire della vasca.

E poi dove si può partorire nei dintorni?

A casa, si può partorire a casa.

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Partorire in casa è una alternativa sicura, un diritto sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) nell’ambito della libertà di scelta sulla propria salute. Può accogliere il suo bimbo in casa qualsiasi donna che lo desidera, in buona salute e senza limiti di età che è arrivata al termine della gravidanza e che inizi il suo travaglio spontaneamente con un bambino ben cresciuto dentro di lei, pronto ad uscire nella posizione migliore, contenta di affrontare questa avventura, che cerca un ambiente raccolto intimo, per essere liberamente sé stessa, dove il silenzio, l’acqua, la voce, le mani del suo compagno l’aiuteranno a dare alla luce il suo bambino, sostenuta e guidata dalle ostetriche che lei stessa ha scelto come presenza, che dà forza, energia e coraggio.

La gestione del travaglio, del parto e del nuovo nato sarà accordata con l’ostetrica prescelta, che solitamente accoglie i desideri dei genitori, conosciuti già durante le visite prenatali (in cui vengono poste le basi per un rapporto di completa fiducia), per un parto in totale sicurezza, completamente “su misura” e un’assistenza basata sulla continuità.

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La scelta del luogo del parto non dovrebbe quindi essere casuale o scontata:alla base di una buona scelta naturalmente si trova anche una buona conoscenza del nostro corpo e dei nostri bisogni più profondi e non solo di quelli razionali. È per questo importante frequentare percorsi di accompagnamento alla nascita che prevedano anche una parte pratica è corporea oltre che teorica, nonché leggere libri sulla nascita o partecipare ad incontri con più esperti.

La scelta del luogo del parto è quindi un punto focale su cui riflettere, informarsi e meditare durante la gravidanza, per prendere le proprie decisioni in maniera consapevole. Alla fine è come raccogliere i pezzi di un puzzle tutto da comporre, che, una volta concluso, raffigurerà la bella immagine della nascita di una nuova vita.

 Ostetrica Valentina Baglioni 

cell. 3337224220
email. valentinabaglioni@hotmail.it

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